Si può installare un'antenna autonoma in condominio?
Sì. Il diritto di installare antenne per la ricezione radiotelevisiva è riconosciuto dalla legge: il proprietario dell'edificio non può opporsi all'installazione richiesta da chi vi abita, e l'assemblea può vietare l'antenna autonoma solo se pregiudica l'uso delle parti comuni o arreca un pregiudizio apprezzabile a qualcuno. Le spese di installazione, spostamento e rimozione restano a carico dell'utente.
Su quali basi si fonda il diritto all'antenna?
Storicamente sulla legge 554 del 1940 sugli aerei esterni per le audizioni radiofoniche; oggi il principio è confermato dal codice delle comunicazioni elettroniche (art. 209 D.Lgs 259/2003). Chi ne beneficia deve installare l'impianto senza menomare in misura apprezzabile la proprietà altrui: se il proprietario della terrazza esegue lavori che impongono di spostare l'antenna, la rimozione e il ricollocamento restano a spese dell'utente, che va preavvertito. Il diritto incontra un limite anche nel pari diritto degli altri condòmini o coabitanti dello stabile.
L'assemblea può vietare l'antenna autonoma se esiste la centralizzata?
Solo se la seconda installazione pregiudica l'uso del terrazzo da parte degli altri condòmini o arreca un pregiudizio apprezzabile e rilevante a una parte comune. Fuori da queste ipotesi la delibera di divieto è nulla: il condomino leso può far accertare il proprio diritto anche oltre i termini dell'articolo 1137, e anche se, presente in assemblea, non si era opposto espressamente. L'installazione sul proprio balcone è lecita quando non preclude agli altri un uguale uso delle parti comuni.
E le stazioni radio base per la telefonia sul tetto?
È un tema diverso e più delicato, legato all'inquinamento elettromagnetico, disciplinato dalla legge quadro 36/2001 sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Il Tar Lazio, in un caso di stazione radio base installata sul terrazzo di uno stabile condominiale, in presenza di una relazione clinica su possibili relazioni tra disturbi di una residente e l'attivazione dell'impianto, ha ritenuto prevalente in via cautelare l'interesse alla salute, sospendendo il provvedimento che dichiarava urgenti i lavori di installazione. Prima di concedere il tetto a un operatore conviene una valutazione tecnica e legale specifica.